"La vita di Don Calabria è piena di gesti quotidiani che dimostrano quanto fosse una persona, oltre che generosa, allegra e a volte persino burlona.
Un episodio in particolare lo rende chiaro.
La mancanza di denaro e le difficoltà pratiche nell'accogliere e sfamare tutti i ragazzi che il Santo salvava dalla strada spinsero un giorno l'economo a lamentarsi: "Don Giovanni... non ne prenda più perchè non sappiamo proprio dove metterli".
La sera stessa Don Giovanni bussò alla porta dell'ufficio dell'economo esclamando: "Fratello, ti ho portato un miliardo!". All'entusiasmo dell'economo per i progetti che si sarebbero potuti realizzare, si aggiunse lo stupore per ciò che accadde subito dopo.
Dalla porta socchiusa fece capolino un ragazzino sparuto e malnutrito, vestito di stracci, che si era presentato all'ingresso pochi minuti prima. Don Calabria presentandolo affermò: "Ecco Fratello, eccoti il miliardo".
Oggi chi si reca a Verona, in via San Zeno in Monte dove si trova il corpo di San Giovanni Calabria, può ammirare la grande scritta che si trova all'ingresso: "CERCATE PRIMA IL REGNO DI DIO E LA SUA GIUSTIZIA, E TUTTO IL RESTO VI VERRÀ DATO IN PIÙ".
Il Santo ci insegna che la fame e la sofferenza nulla possono contro la fede nel Signore e la fiducia nella Divina Provvidenza. Gli innumerevoli gesti di bontà ad opera di donatori anonimi, giunti proprio nel momento del bisogno, ne sono una testimonianza.
Noi di SOS Giovani siamo figli di Don Calabria.
Nella pagina qui accanto troverete un sintetico resoconto delle nostre attività del 2007, cui molti di voi hanno contribuito.
Ringrazio di cuore tutti gli amici e assicuro un ricordo nella preghiera mia, dei collaboratori, dei volontari e soprattutto dei ragazzi."
Giorgio Picelli
Presidente SOS Giovani
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A SOCI, AMICI E BENEFATTORI
Desidero aggiornarvi innanzitutto su quanto avvenuto in questi ultimi mesi.
La richiesta di aiuto da parte di ragazzi, i minorenni presentati dai Servizi Sociali, ma anche alcuni già maggiorenni privi di alloggio, provenienti principalmente dalla Romania, si è estesa in modo notevole.
Abbiamo deciso per questo di allestire alcuni appartamenti molto decorosi, ove accoglierli in regime di pronto intervento, fornire loro una doccia calda e dei vestiti, cibo, un letto pulito e ogni tipo di assistenza possibile per il periodo necessario a ristabilirsi, trovare con il nostro aiuto un lavoro dignitoso e un alloggio autonomo.
Questi nostri interventi sono, per così dire, in semi-autonomia, ma in ogni casa è presente un nostro educatore professionale o almeno un nostro volontario che controlla e ci aiuta a monitorare la loro crescita umana, professionale e di rapporto con il mondo del lavoro.
Uno psicologo professionale segue il lavoro di equipe e aiuta i più fragili a maturare una personalità sana e resistente all’impatto con la loro condizione migratoria che sempre è la conseguenza di un gravissimo disagio subito nel Paese di origine.
In questi stessi appartamenti alloggiano anche i nostri ragazzi ex-minorenni ma che ora hanno età di 19-20-21 anni, che hanno già trovato un lavoro ma non hanno ancora una casa.
Si tratta di nostri figli. SOS Giovani non abbandonerà mai un figlio perché ha compiuto 18 anni.
Viene da sé che chi lavora contribuisce in qualche modo e per quanto può, questo è anche educativo per il ragazzo stesso.
Ma vige anche l’obbligo di mettere a risparmio il residuo per poter affrontare in seguito ed in modo totalmente autonomo la vita di famiglia se sarà il caso o comunque una propria esistenza dignitosa.
Questi progetti chiamati di semi-autonomia li abbiamo naturalmente proposti ai Servizi Sociali che non solo li hanno apprezzati ma hanno già iniziato la collaborazione con noi.
La Legge Regionale, vedi D.g.r.16 febbraio 2005 – n.7/20762, li prevede con il nome di alloggi per l’autonomia.
Siamo tra i primi in Milano ad aver allargato il nostro campo di intervento a queste emergenze, che sono il frutto di riflessioni sulla autentica vocazione cui SOS Giovani è chiamata, anche se per il momento non è ancora possibile stipulare convenzioni che consentano aiuti o finanziamenti per tali realtà: ma ci stiamo movendo in tal senso.
E’ chiaro che noi interverremo sempre, prima accogliere poi, se c’è un aiuto, meglio, se non c’è va bene così. La Provvidenza non è mai mancata.
Restano ovviamente sempre in funzione le Case Famiglia per i minorenni che sono segnalati da Servizi Sociali dei Comuni o dalle Forze dell’ordine nei casi di abbandono o altro.
Quindi, per concludere, attualmente operiamo nella città di Milano con sei appartamenti e nel momento in cui vi scrivo stiamo ospitando 22 ragazzi.
Oggi viviamo in un mondo che parla molto di volontariato e di “ultimi” da cui bisogna ripartire.
Se c’è un discorso su cui sembra di potersi incontrare tutti, perfino al di là della fede che si professa, è quello della carità verso gli emarginati.
Eppure chi osserva quel gigante della carità che fu don Calabria si accorge che per lui e attorno a lui tutto era solo fede: fede annunciata, proclamata, gridata.
Di una carità anonima o senza fede, don Calabria avrebbe riso. Non perché non sia possibile, anche a chi non crede, essere generoso e altruista, ma perché la carità vera è quella che non solo va incontro al bisogno-come si può fare per una istintiva emozione o anche per una inclinazione ideologica-ma va incontro al mistero bruciante che c’è nel cuore dell’uomo.
Caratteristico di una carità vera è che l’altro è affermato in tutta la sua realtà, nella totalità dei suoi bisogni e del suo destino.
E conseguenza di questo tipo di carità non è assolutamente la costruzione di opere efficienti perché sovvenzionate dalle pubbliche Amministrazioni.
E’ invece la costruzione di opere non effimere ma che segnano la storia dell’uomo perché fanno cultura, perché impongono uno stile sociale, perché cambiano l’uomo.
Anzi, cambiano due persone, sia quella che opera caritatevolmente che quella che da questo flusso di carità è abbracciato.
Nella vita di tutti i giorni le scelte di SOS Giovani devono essere sempre a favore di una carità operosa, scelte in cui, per così dire, si dilatano gli spazi, gli spazi del cuore, gli spazi dell’intelligenza e del giudizio, gli spazi dell’accoglienza, gli spazi dell’intervento solidale, gli spazi dei propri schemi di vita, gli spazi della propria casa…
Ma tutto questo non deve più essere mosso esclusivamente da una generosità del nostro temperamento (che può esserci o mancare, o esaurirsi poi o alimentarsi a spese degli stessi assistiti cui offriamo la nostra carità).
Tutto invece deve essere mosso da una certezza che ha illuminato il nostro cuore quando abbiamo pensato che fosse il caso di fondare SOS Giovani, solo questa: che in tutto, nel piccolo e nel grande, con i più piccoli ma anche con i più grandi, tu hai a che fare con quel Cristo che è l’amore e il significato della vita.
Giorgio Picelli
(Presidente SOS Giovani) a nome dei Soci, Volontari…e soprattutto dai ragazzi.
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